Filamento umido: riconoscerlo, essiccarlo e conservarlo

Valutato tramite documentazione · Contenuto verificato il 6 ottobre 2026

Da dove iniziare

  1. Scoppiettii, superficie irregolare e fili possono indicare umidità, ma non bastano da soli a confermarla.
  2. Confronta una bobina nota e asciutta con quella sospetta, mantenendo lo stesso profilo.
  3. Per essiccare segui temperatura e durata del produttore del filamento, rispettando anche i limiti della bobina.
Filamento umido: riconoscerlo, essiccarlo e conservarlo
Schema illustrativo del difetto; non è una foto di una prova. Le forme sono semplificate.

Come si riconosce

Il filamento assorbe umidità dall'aria. Bambu Lab spiega che durante la stampa l'acqua evapora di colpo nell'ugello caldo: la plastica fusa si gonfia, esce in modo irregolare e forma bolle, con fili, trasudamento, piccoli fori, superficie ruvida e minore resistenza dei pezzi. Prusa indica come primo segnale una superficie peggiore e, nei casi più gravi, scarsa adesione tra gli strati, grumi, bolle e fumo durante l'estrusione.

Il segnale più facile da cogliere è acustico: scoppiettii o crepitii mentre l'ugello estrude, a volte con piccoli sbuffi di vapore. Anche il filo estruso a mano lo rivela: bolle e superficie irregolare. Prusa elenca l'umidità anche tra le cause di intasamento e di sottoestrusione, perché le sacche di vapore disturbano il flusso.

Come essiccare: controlli e passaggi

Temperature e tempi dipendono dal materiale e dalla marca del filamento: la prima fonte è l'etichetta o la scheda del produttore del filamento, poi la tabella del produttore della stampante o dell'essiccatore. Le tabelle ufficiali non coincidono: per esempio Prusa indica 45 °C per 6 ore per il PLA e 55 °C per 6 ore per il PETG, mentre la tabella Bambu per un forno ventilato riporta 50 °C per 8 ore per PLA Basic e 60–65 °C per 8 ore per PETG. Sono valori per i loro filamenti e le loro bobine: non vanno presi come universali.

  1. Verifica prima che il problema sia davvero l'umidità: ascolta l'estrusione e, se possibile, stampa lo stesso file con una bobina appena aperta o già essiccata.
  2. Controlla la temperatura massima sopportata dalla bobina. Il limite è indicato dal produttore del filamento; Bambu segnala che alcune bobine di terze parti possono deformarsi. Se il filamento è senza bobina, montalo su una bobina riutilizzabile prima di essiccarlo.
  3. Usa un essiccatore per filamenti o un forno ventilato con temperatura stabile, con la bobina lontana dagli elementi riscaldanti. Bambu sconsiglia forno a microonde e forno da cucina; Prusa avverte che i forni domestici oscillano e consiglia un termometro esterno per verificare la temperatura reale.
  4. Solo se previsto dal manuale del modello: Sulle stampanti chiuse Bambu (serie X, H, P2S, P1S) si può essiccare sul piano riscaldato con la bobina coperta, girandola a metà ciclo con guanti; Bambu esclude le stampanti aperte (A1, A1 mini, A2L, P1P). Scarica prima il filamento dall'estrusore e libera il piano.
  5. Con AMS 2 Pro o AMS HT segui la modalità prevista per il materiale: Bambu indica che l'AMS 2 Pro arriva a 65 °C e può non asciugare del tutto alcuni materiali, come il TPU.
  6. A fine ciclo lascia raffreddare la bobina finché non scotta e mettila subito in un contenitore chiuso con essiccante.

Quali materiali sono più sensibili

Secondo Prusa i materiali che più spesso richiedono essiccazione sono poliammide (nylon), polipropilene, PVA/BVOH, TPU e PEI, mentre il PLA è relativamente poco sensibile. Nella tabella di Bambu Lab l'essiccazione prima dell'uso è «necessaria» per TPU, PC, PVA, PA e PA caricati, PET-CF e PLA Wood, e «consigliata» per PLA, PETG, ABS e ASA.

Bambu aggiunge due avvertenze utili. I filamenti a base di poliammide lasciati all'aria per circa tre mesi assorbono così tanta umidità che diventa molto difficile asciugarli in un normale forno a convezione entro la temperatura sopportata dalla bobina: se non li usi a lungo, vanno chiusi con essiccante. Il PC, invece, può diventare fragile dopo ripetuti cicli di riscaldamento e raffreddamento: meglio conservarlo sigillato dopo la prima essiccazione per ridurre gli essiccamenti successivi. La guida ai materiali Bambu segnala inoltre che PVA e BVOH umidi diventano troppo morbidi per passare nell'AMS.

Conservazione dopo l'essiccazione

Bambu Lab indica che l'aria interna ha di solito il 45–65% di umidità relativa e che la maggior parte dei filamenti resta asciutta solo sotto il 20%: in queste condizioni resta asciutta per circa 2–7 giorni a seconda del materiale, mentre con circa il 55% un filamento appena essiccato può riassorbire abbastanza umidità da peggiorare la stampa in 2–12 ore. Per questo va tenuto in un contenitore sigillato o nell'AMS con essiccante, meglio se con un igrometro per controllare l'umidità reale. Prusa consiglia una scatola chiusa con essiccante, un drybox o sacchetti sottovuoto con essiccante.

L'essiccante si esaurisce: nel gel di silice Bambu le sfere indicatrici cambiano colore quando è saturo. Si può rigenerare in forno senza superare i 100 °C, in un contenitore resistente al calore e non usato per il cibo, oppure sostituire.

Quando ha senso comprare o sostituire qualcosa

Il filamento umido non richiede di sostituire parti della stampante: prima di cambiare ugello o estrusore per fili, bolle o sottoestrusione, prova sempre con filamento asciutto. Un essiccatore o un contenitore stagno con igrometro diventano utili se stampi spesso materiali sensibili come nylon, TPU, PC o PVA, o se vivi in un ambiente umido; per il PLA usato in tempi brevi spesso basta una buona conservazione. Sostituisci l'essiccante quando è saturo e non si rigenera più. Una bobina di poliammide rimasta all'aria per mesi, secondo Bambu, può essere molto difficile da recuperare con un forno normale.

Come verificare il risultato

Annota modello e variante, materiale, profilo dello slicer e modifica eseguita. Ripeti la stessa prova e confronta il risultato con una foto scattata prima dell’intervento. Mantieni la modifica solo se migliora il difetto senza introdurne altri. Per temperature, calibrazioni e smontaggio usa le istruzioni del tuo modello; questa guida non deriva da prove pratiche nostre.

Cosa riportano gli utenti nei forum

Nei forum degli utenti viene spesso segnalato che il filamento umido viene scambiato per un guasto: un utente del forum Bambu Lab descrive fili casuali, grumi, pezzi fragili e scoppiettii, e suggerisce di isolare il filamento come unica variabile prima di toccare l'hardware. Lo stesso utente propone di chiudere un campione in un sacchetto con un igrometro per stimarne l'umidità e ricorda che l'essiccante da solo asciuga lentamente. Altri utenti pesano la bobina prima e dopo l'essiccazione per verificare che abbia davvero perso acqua.

Altri errori comuni riportati: essiccare con il solo calore della stampante aperta in un ambiente molto umido, che limita l'efficacia; asciugare solo gli strati esterni di una bobina piena, mentre quelli interni restano umidi (in un caso i fili sono spariti solo dopo aver essiccato di nuovo tutta la bobina). Attenzione anche al caso opposto: sul forum Bambu un utente con ugello da 0,8 mm sentiva scoppiettii con filamento asciutto e il problema era una retrazione eccessiva nel profilo. Sono esperienze di singoli utenti, non indicazioni ufficiali.

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